Italiani, popolo di Santi, navigatori e… spreconi. Questo quanto risulta dal Rapporto “Il caso Italia” 2025 dell’Osservatorio Waste Watcher International pubblicato in occasione della 12esima Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare che cade il 5 febbraio. Infatti, lo spreco aumenta ancora per arrivare a 88,2 grammi di cibo buttato ogni giorno pro-capite (617,9 grammi settimanali) per un totale di 139,71 euro che finiscono nel bidone dell’umido ogni anno.
Al primo posto della classifica dello spreco c’è la frutta fresca (24,3 grammi settimanali) seguita dal pane (21,2 grammi), dalle verdure (20,5 grammi), dall’insalata (19,4 grammi) e da cipolle, aglio e tuberi (17,4 grammi), spesso disponibili in confezioni sovradimensionate al fabbisogno.
Questo incremento continuo allontana sempre più l’accesso al cibo sano e sostenibile. L’indice FIES (Food Insecurity Experience Scale), lo strumento sviluppato dall’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite (Fao) che misura il livello di accesso delle persone a cibo adeguato e nutriente, sale così del 13,95% (era 10,27% nel 2024).
L’impoverimento alimentare delle famiglie italiane colpisce soprattutto al Sud (+ 17%) con 713,8 grammi pro capite e al Centro (+15%) con 640,1 grammi, le stesse aree dove si spreca più cibo nelle case (+ 16% e + 4%). E a sorpresa sprecano soprattutto le fasce sociali più deboli (+26% rispetto alla media).
- Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare
- Andrea Segrè, fondatore della Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare e direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International
- Lo Sprecometro
- #timetoact
Spreco di filiera: si combatte con l’app
Lo spreco di filiera in Italia costa 14,101 miliardi di euro e pesa 4,513 milioni di tonnellate mentre il solo spreco alimentare nelle case costa 8,242 miliardi euro. Il 58,55% del costo dello spreco di filiera arriva quindi dai rifiuti domestici, il restante 28,5 % dalle diverse fasi di commercializzazione del cibo.
“Mancano solo cinque anni al 2030 – spiega Andrea Segrè, fondatore della Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare e direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International – e 10 anni sono già trascorsi dall’adozione dell’Agenda di Sostenibilità delle Nazioni Unite. Se ne parla spesso, senza mai verificare a che punto siamo realmente. Per questo nel 2025 la Giornata che sensibilizza in Italia sullo spreco alimentare lancia la sua sfida a tutti gli italiani: per arrivare nel 2030 a uno spreco pro-capite di 369,7 grammi settimanali. Quindi dobbiamo tutti tagliare, ogni anno dal 2025 al 2029, circa 50 grammi di cibo, per arrivare nel 2030 a uno spreco alimentare che non superi i 369,7 grammi settimanali, il traguardo previsto dall’Agenda delle Nazioni. Una sfida ambiziosa, nella quale possiamo cimentarci con uno strumento pratico e gratuito, lo Sprecometro, l’app che ogni giorno misura non solo lo spreco del cibo e dell’acqua nascosta ma anche la nostra impronta ambientale e le emissioni correlate al cibo gettato”.
Obiettivo abbordabile visto che 50 grammi di spreco in meno ogni settimana significa un quarto di mela in meno nel bidone ogni settimana o un quarto di bicchiere di latte in meno gettato negli scarichi oppure una rosetta di pane in meno nell’umido.
Freezer e doggie bag per contenere lo spreco
L’86% degli italiani dichiara di avere a cuore e prestare attenzione al cibo e alla sua preparazione in cucina, anche quanto il tempo scarseggia. Inoltre, in cucina capita a tutti di attivare la propria strategia anti-spreco: 6 italiani su 10 (60%) attenzionano prima i cibi che considerano a ridosso di scadenza o congelano i cibi che non potranno mangiare a breve.
Il 56% testa il cibo prima di buttarlo, anche se è già scaduto: se è buono lo utilizza comunque, ma solo 1 italiano su 10 (11%) dona il cibo cucinato in eccesso a parenti o amici. Non cresce la percentuale, 28%, di italiani che chiede al ristorante una bag per portarsi a casa il cibo avanzato.
Malgrado l’aumento costante degli ultimi tre anni, gli italiani ritengono però di essere attenti alla questione spreco: il 94% dichiara che la propria famiglia è attenta o attentissima, solo il 6% si dichiara consapevole di prestare scarsa attenzione al cibo gettato. Nel dettaglio, 6 italiani su 10 (63%) dichiarano di gettare del cibo al massimo una volta la settimana, 1 italiano su 5 ammette di gettarlo 3 o 4 volte a settimana e il 14% confessa di sprecare cibo quasi ogni giorno.





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