È questo l’ultimo fine settimana disponibile per visitare, a Palazzo Fortuny, “Henriette Fortuny – Ritratto di una musa”. La mostra veneziana è un omaggio a una donna che, con intelligenza e sensibilità, ha saputo affiancare uno degli artisti più raffinati del secolo scorso.

Da Fontainebleau a Parigi
Adèle Henriette Nigrin nasce a Fontainebleau nel 1877. Agli inizi del ‘900, a Parigi, incontra Mariano Fortuny. Lui è un artista già noto, impegnato nella sperimentazione di un sistema d’illuminazione che rivoluzionerà la scenotecnica teatrale. Questo è l’incontro della vita. Infatti Henriette rimarrà al fianco di Mariano per ben 47 anni, contribuendo al successo delle sue creazioni tessili. A lei si deve infatti l’idea del Delphos, l’abito in finissima seta plissettata icona di un’eleganza senza tempo. Nella casa-laboratorio di Palazzo Pesaro degli Orfei a Venezia, Henriette affianca il marito nella produzione dei pregiati tessuti stampati e delle lampade in seta. Fra i suoi compiti anche la gestione delle maestranze con cui collaborano. Si fa anche carico dei rapporti con una committenza sempre più numerosa e internazionale. Il Maestro ha così la possibilità di dedicarsi agli studi, alle ricerche e alle sperimentazioni nelle varie discipline artistiche. Dopo la morte del marito nel 1949 e ceduta la Società Anonima Fortuny all’amica Elsie McNeill, Henriette dedica il resto della sua vita a ottemperare alle disposizioni testamentarie di Mariano. Dona numerose opere a musei italiani e spagnoli e fa l’inventario dei beni del Palazzo che, alla sua scomparsa, affida alla città di Venezia.

La mostra
La mostra, a cura di Daniela Ferretti e Cristina Da Roit, nasce da un lavoro di ricerca, riordinamento e manutenzione effettuato nel corso del 2015 sulle collezioni del Museo Fortuny. Grazie a questo lavoro è stato possibile selezionare da oltre 12mila originali tra lastre di vetro alla gelatina e pellicole in celluloide, 200 fotografie dell’archivio fotografico Fortuny, che sono state oggetto di un importante intervento conservativo e archivistico. A questo si è aggiunto il riordinamento e l’informatizzazione della raccolta delle matrici per la stampa su tessuto. In occasione della mostra, per la prima volta in assoluto saranno poi visibili al pubblico alcuni filmati amatoriali girati da Mariano negli anni ‘30. Si tratta di materiali filmici di recente ritrovamento, costituiti da pellicole in formato pathè baby e 35 mm, sui quali, grazie al contributo della Maison Vuitton, è stata eseguita un’operazione di restauro tecnico e riversamento in digitale a opera dell’Archivio Nazionale Cinema Impresa di Ivrea e dei laboratori La Camera Ottica e Crea dell’Università degli Studi di Udine.

Alla mostra di Henriette la Fondazione Musei Civici di Venezia ha affiancato quelle dedicate ad altre cinque straordinarie personalità femminili, Romaine Brooks, Sarah Moon e Ida Barbarigo.

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