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CON LA MOKA E BEVUTO IN SOLITARIA, COME CAMBIA IL RITO DEL CAFFÈ

Aprile 25, 2021

Nero, ristretto, lungo in tazza grande, macchiato, decaffeinato e poi marocchino, corretto o doppio. Questi sono solo alcuni dei millemila modi in cui in Italia si ordina il caffè. Seconda bevanda più consumata dopo l’acqua con 2,6 miliardi di tazze bevute ogni giorno in tutto il mondo, il caffè è la bevanda nazionale italiana per eccellenza.

Gli italiani amano la moka

Lo conferma anche l’indagine condotta da AstraRicerche per conto del Consorzio Promozione Caffè, tra i 18-65enni ben il 96,6% consuma, almeno saltuariamente, caffè o bevande a base di caffè o che lo contengono.

Per quanto riguarda la tipologia la moka rimane il modo preferito per prepararlo anche se perde diversi punti percentuale passando dal 76,2% della rilevazione del 2014 al 59,4% di oggi. Aumentano invece il cappuccino, il ristretto, il caffelatte, il corretto e il doppio.

I lockdown con i bar chiusi hanno influito sulle abitudini di consumo del caffè che da un momento in compagnia diventa un rito che si svolge in solitaria per oltre il 90% degli italiani. I minuti al bar restano comunque un tempo prezioso da dedicarsi nel corso della giornata anche perché lì il caffè è più buono che a casa per 4 italiani su 10.

Il Covid-19 e l’isolamento forzato hanno tolto agli italiani momenti importanti della loro quotidianità. Fra questi il caffè al bar come lamenta oltre il 60% degli intervistati. In particolare, è mancata una piacevole routine dell’inizio della giornata, l’incontro con gli amici e il gusto del caffè preparato al bar. Non solo: una percentuale ancora superiore, pari a oltre il 65% dei lavoratori e degli studenti, ha sofferto anche l’assenza della pausa caffè nel luogo di lavoro o di studio.

Oggi le cose stanno lentamente tornando alla normalità solo una piccola percentuale (19,1%) dichiara di essere tornato alle abitudini di sempre mentre meno del 30% è tornato al bar cercando di mantenere però la giusta distanza dalle altre persone. Ci sono poi quelli a cui il Covid ha cambiato le abitudini e il caffè se lo fanno a casa.

Home bar che passione!

Lo smart working e le restrizioni legate alla pandemia hanno limitato di molto l’accesso a bar e ristoranti e così, dopo l’home office, l’home cinema e l’home gym, cresce il numero di italiani affascinati dall’home bar. Ovvero dall’idea di dedicare un angolo della casa o della cucina alla celebrazione del rito del caffè.

Questo quanto emerge da una ricerca di De’Longhi e Nielsen. Per quasi il 40% degli intervistati l’home bar assume, quindi, un ruolo nuovo all’interno dell’ambiente domestico, con più della metà di questi (oltre il 20%) che ha già realizzato un angolo dedicato al caffè, mentre la restante parte è in procinto di farlo o lo farà in futuro.

A ulteriore conferma di questo trend c’è la crescente ricerca di un caffè migliore, che ha portato circa il 14% degli intervistati ad acquistare una macchina per espresso durante il periodo della pandemia, e un altro 22% a dichiarare l’intenzione di acquistarne una.

Circa il 73% di quanti hanno comprato una macchina per espresso ha ammesso di averlo fatto mosso dal desiderio di bere un caffè più buono, stanco della moka o insoddisfatto del sistema utilizzato in precedenza. Non a caso per la preparazione, nell’ultimo anno, è diminuito l’uso della moka (dal 43% al 39%), in favore delle macchine per caffè espresso (dal 54% al 58%).

I risultati del sondaggio sono confermati anche dall’andamento del mercato che, nel 2020, ha visto il comparto delle macchine per espresso registrare un aumento delle vendite a valore pari al 12% rispetto all’anno precedente. Una crescita guidata soprattutto dalle macchine a capsule, ma che ha visto un incremento delle vendite a valore di macchine per caffè in grani del 21%.

La Regina del Caffè

L’amore per il caffè può anche trasformarsi in un lavoro molto ben remunerato. È di qualche mese fa la ricerca di una “Coffee Queen” da parte di Gevalia, un’azienda produttrice di caffè. La prescelta (di cui si conosce solo il nome: Shirah) ha vissuto per una settimana nel Carlowrie Castle a Edimburgo in Scozia. Composto da 12 stanze, 11 sale da bagno, la tenuta è circondata da di 32 acri di giardini. A sua completa disposizione un servitore personale e cinque pasti al giorno, preparati da uno chef, in cui il caffè è stato l’ingrediente ricorrente. Per questo “lavoro” le sono stati corrisposti ben 5000 dollari.

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FOOD & BEV

Alessandra Iannello
I siciliani si dividono fra siciliani di terra e siciliani di mare. Quelli di terra rimangono nell’Isola, quelli di mare viaggiano in giro per il mondo ma tornano sempre a casa. Io sono una siciliana di mare e le passioni conducono la mia vita. Ho fatto dell’amore per la scrittura la mia professione e per questo sono diventata giornalista. Racconto storie di vita, di territori, di viaggi e cibi attraverso la lente delle mie esperienze e del mio sentire. Esploro il territorio insieme alle persone che mi raccontano le loro emozioni e il loro saper fare, un sapere millenario frutto dell’unione di tradizioni e di tecnologie moderne. Questo diario di viaggio raccoglie le mie visioni di luoghi, di cibi e di genti che vorrei vi aprissero verso nuovi orizzonti

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